I Trulli del Criscito
Spazi autentici per eventi e visite nella campagna pugliese

I Trulli del Criscito offre eventi culturali e visite guidate
I Gelsi dei Trulli del Criscito

I gelsi non si compravano, si raccoglievano con le mani appiccicose e l’estate addosso
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Tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, nelle campagne pugliesi maturano i gelsi, riconoscibili dalle macchie violacee che i frutti caduti lasciano sul terreno.
Conosciuti con nomi diversi a seconda dei dialetti locali, i gelsi sono da sempre legati ai ricordi dell’infanzia, quando i bambini ne raccoglievano i frutti direttamente dagli alberi.
Oltre al valore affettivo, il gelso ha avuto un ruolo importante nell’economia pugliese: le sue foglie erano utilizzate per l’allevamento dei bachi da seta, attività molto diffusa tra il Seicento e il Settecento. Tra le varietà più preziose sopravvive il Gelso Regina Nero, cultivar tradizionale dai frutti grandi e dolci.
Nonostante la scomparsa delle antiche filande, molti gelsi continuano a crescere accanto a masserie, strade rurali e cortili. I loro frutti, delicati e facilmente deperibili, sono raramente presenti nella grande distribuzione e vengono ancora raccolti e condivisi secondo tradizioni locali.
I gelsi sono protagonisti di preparazioni domestiche come confetture, liquori e sciroppi, tramandate di generazione in generazione. Più che un semplice frutto, rappresentano un simbolo della cultura contadina pugliese, evocando un tempo in cui la natura veniva vissuta e condivisa in modo spontaneo.
Molti esemplari secolari, soprattutto nella Valle d’Itria, resistono ancora oggi alla siccità e al clima difficile del Sud. Per la loro longevità e resilienza, i gelsi sono diventati un simbolo discreto ma profondo della memoria e dell’identità rurale della Puglia.
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